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...concordato stragiudiziale nel Centro benessere

<concordato stragiudiziale>

Il Centro benessere manifesta uno squilibrio economico quando i ricavi non riescono più a coprire i costi operativi, cioè l'incapacità di fronteggiare il proprio indebitamento, anzi, questo è il risultato ultimo di un processo di degenerazione della gestione del  centro benessere e viene considerato in crisi in senso ampio quando, per disfunzioni radicatesi nel tempo o per eventi imprevisti, si ritrova in condizioni economicamente inefficienti e versa in disordine organizzativo.

L'imprenditore deI centro benessere in crisi economica e finanziaria ha a disposizione uno strumento ancora poco utilizzato ma di notevole portata per congelare la situazione finanziaria e dare avvio ad un piano di ristrutturazione e rilancio, si tratta di attuare la procedura normata dall'art. 67 comma 3 lettera d della Legge Fallimentare, questo strumento, ancora sottovalutato, tutela sia l’imprenditore evitando il rischio di bancarotta sia i creditori sottraendoli al rischi di revocatoria.

Il Concordato Stragiudiziale non si tratta di una procedura fallimentare é invece un accordo stragiudiziale tra il centro benessere ed i suoi maggiori creditori cioè di solito le banche, l'accordo prevede che le banche sospendano qualsiasi azione legale nei confronti del centro benessere in crisi finanziaria per un periodo di tempo concordato, in pratica non fanno fallire il centro benessere per 18 mesi, ed inoltre gli vengono incontro accordando tassi di interesse più bassi ed allungando la struttura finanziaria del debito, ad esempio trasformando parte dell'esposizione debitoria del centro benessere da breve a medio termine. Visto che le banche sono soggetti economici e non benefattori, la domanda è cosa ottengono in cambio? Presto detto il centro benessere deve impegnarsi ad attuare un piano di risanamento e di rilancio molto preciso, formalizzato e firmato da parte del centro benessere, a tutela delle banche viene inoltre inserito nel centro benessere un professionista che garantisce che il centro benessere ponga veramente in atto il piano che ha presentato e vincola l'agire dell'imprenditore al rispetto del piano.

Se al termine del periodo previsto per attuare il piano di risanamento ex art 67 della LF non si sono raggiunti gli obiettivi minimi prefissati, allora le banche hanno mano libera nel ricorrere, se vogliono, alle tutele a cui avevano provvisoriamente rinunciato. Se il piano economico ha previsto obiettivi concreti e raggiungibili ed azioni coerenti e mirate, allora sia il centro benessere che le banche ottengono quello che vogliono: un centro benessere risanato e un buon credito, insomma vincono tutti.

Il piano di risanamento ex art 67 della Legge Fallimentare per un centro benessere è innanzi tutto un piano strategico, che definisce cosa il centro benessere sa fare meglio ed in cosa é competitivo rispetto a tutti gli altri centri benessere, quindi ridisegna la struttura del centro e la sua organizzazione in modo che ci si focalizzi solo su quei pochi servizi che possono creare del valore aggiunto, su questa base si costruisce un percorso di cose molto concrete da fare mese dopo mese, a questo segue un piano economico e finanziario che illustra come il centro benessere nel periodo stabilito dal piano sarà in grado di funzionare e, passo dopo passo, sarà in grado di uscire dallo stato di crisi.

Il piano di risanamento del centro benessere lo prepara l'imprenditore con un professionista (advisor) esperto in concordati extra-giudiziari, (fate attenzioni ai pirania incapaci) che sia esperto nella creazione di piani economici e finanziari, il piano viene firmato e rappresenta un impegno del centro benessere, ha cioè natura unilaterale, ovviamente il piano deve essere visionato ed approvato da qualcuno che non sia l'imprenditore del centro benessere o il suo advisor, questa funzione la svolge un professionista iscritto nel registro dei revisori contabili, spesso é un dottore commercialista conosciuto (e magari suggerito) dalle banche.

L’elaborazione del piano richiede una fase prodromica in cui l’imprenditore del centro benessere esamina ed individua le cause della crisi, la correttezza ed attendibilità dei dati di bilancio e delle scritture contabili e l’indebitamento finanziario, nell’ambito di tale si rende tra l’altro opportuno verificare l’indebitamento scaduto e/o di prossima scadenza, i contratti di cui è parte il centro benessere, in particolare riguardo a eventuali clausole risolutive espresse fondate su stato di insolvenza, moratorie od accordi con il proprio ceto creditorio e che non vi siano state perdite che abbiano eroso l’integrità del capitale, e questo al fine di escludere di adottare le misure previste dalla legge.

Nella prassi allo scopo di poter disporre del tempo necessario per completare la predetta disamina, il centro benessere generalmente chiede ai propri principali creditori una moratoria del proprio indebitamento, terminata la fase di analisi, l’imprenditore di regola con l’ausilio di consulenti esterni e previa condivisione con i principali creditori elabora il piano che sarà poi sottoposto a perizia ai sensi dell’art. 67 della Legge Fallimentare, sulla base di tale piano sarà possibile stipulare accordi stragiudiziali con i creditori, che si collocano al di fuori di una qualsiasi procedura concorsuale e sono sottratti a qualsiasi controllo giudiziale nonché al rischio di revocatoria fallimentare.
Tali accordi possono avere il contenuto più vario tra cui, secondo prassi ricorrente, stralci e/o riscandenziamenti del debito, conversone di crediti in strumenti di equity o operazioni di aumento di capitale, dismissione di singoli cespiti o di rami d’azienda.

La natura eminentemente privatistica di tale accordo implica che gli effetti del piano si producono nei soli confronti dei creditori del centro benessere che vi abbiano espressamente aderito o che vi aderiscano successivamente, questo comporta che a differenza del concordato preventivo» il piano di risanamento non accorda alcuna protezione al patrimonio dell'imprenditore, non essendo preclusa ai creditori la possibilità di agire individualmente contro il centro benessere o di proporre istanza di fallimento. L’assenza di un intervento dell’autorità giudiziaria, la mancanza del requisito del deposito presso il Registro delle Imprese, nonché la flessibilità e la celerità con cui può essere posto in essere, fa sì che il piano di risanamento stragiudiziale sia lo strumento di risoluzione che presenta il minor impatto negativo sull’avviamento del centro benessere.

<risanamento del centro benessere>

Business Plan da presentare alle banche per il risanamento del Centro benessere
La maggior parte funzionari di banca non lo legge, lo sfoglia e poi ti chiede di fare il riassunto, non legge con attenzione neppure l'Executive Summary e poco sembra importargli di che fine fanno i soldi della banca, allora é inutile perderci troppo tempo, purtroppo no, ogni volta capita di trovare un funzionario zelante che non solo lo legge, ma é anche in grado di capirlo e discuterlo con competenza, insomma capita sempre di trovare un interlocutore capace, il che ci obbliga a redigere un Business Plan vero ed un Piano di Risanamento del centro benessere credibile.
Intendiamoci oggi le banche sanno leggere ed interpretare l'andamento aziendale come era impensabile solo pochi anni fa, i sistemi di rating che utilizzano sono ormai collaudati e perfezionati, insomma sono più che decenti, se col Business Plan pensate quindi di fare cambiare idea ad una banca riguardo lo stato più o meno disastrato in cui versa il vostro Centro benessere o sperate di far capire le potenzialità del Centro benessere a medio termine, ricordatevi che comunque il rating non si discute.
La banca é fatta da burocrati se non lo sono, lo diventano, in effetti i vincoli normativi che devono rispettare sono notevoli, oggi un centro benessere é tecnicamente in default se possiede 180 giorni di ritardo nell'onorare le proprie scadenze verso la banca, se operiamo entro questo limite possiamo proporre e percorrere determinate alternative, se siamo oltre ne possiamo percorrere solamente altre, a volte più che un esperto serve un interprete.

Quando la società del Centro benessere ha un giudizio di rating pessimo cioè quasi sempre, visto che di risanamento parliamo, la disponibilità al dialogo da parte della banca è quantomeno limitata, il dialogo e l'attenzione al piano di risanamento si avvia solo quando il centro benessere non paga né capitale né interessi e non movimenta un solo euro sul conto corrente, quindi se volete farvi ascoltare dalla banca portate i flussi finanziari del centro benessere altrove e fate esplodere il problema, dopo tutto é sempre valida la vecchia regola che dice che se il centro benessere ha un debito modesto il problema é tuo, mentre se lo hai grande il problema é della banca.

Quello che le banche cercano é qualche informazione nuova che giustifichi il mantenere in vita il centro benessere ed accettare il Piano di risanamento anziché mettere una riga sul credito e farla finita, il piano di risanamento di un centro benessere è credibile solo se identifica una nuova organizzazione, la cessione di asset, qualche evidente fattore di discontinuità con il passato e col presente, deve essere qualcosa di molto specifico che le banche possano identificare, misurare e monitorare nei prossimi mesi.

Il centro benessere nel concordato stragiudiziale ottiene tempo, se l'advisor é capace ottiene una rinegoziazione ed una ristrutturazione dell'indebitamento finanziario sufficiente ad operare con serenità per tutto il periodo previsto dal piano, evidente che se l'imprenditore redige un Piano di risanamento con i suoi consulenti abituali, il dubbio ragionevole da parte della banca o dei creditori è scontato, cioè carissimo imprenditore, ma se sai già cosa devi fare, perché non l'hai fatto prima? Quindi le chance di ottenere una rinegoziazione del debito finanziario sono quasi inesistenti, meglio rivolgersi subito ad un advisor qualificato e conosciuto dalle banche.

Il centro benessere nel concordato stragiudiziale non viene dichiarato fallito, anzi l'accordo con le banche é privatistico, possiamo anche non darne alcuna pubblicità a terzi, insomma se le passività sono solo con banche e finanziarie, i fornitori non devono essere necessariamente avvisati, è una procedura accessibile a qualsiasi tipologia di centro benessere, non sempre purtroppo vale il detto se hai un piccolo debito, tu hai un problema, se hai un grande debito, la tua banca ha un problema. Quindi in pratica se il centro benessere in crisi ha un debito finanziario al quale la banca può far fronte escutendo delle garanzie reali, (immobili liberi da vincoli) tramite le quali rientra del suo capitale senza problemi, allora la banca sarà ovviamente più restia ad entrare in una procedura del genere, se invece la banca ha come alternativa escutere garanzie dalle quali non rientra completamente della sua esposizione e tramite il piano vede invece la prospettiva di non perdere soldi, allora sarà ben più disponibile ad accettarlo.

Il costo di un concordato stragiudiziale otre al compenso dell'advisor per il piano economico finanziario, c'é il compenso del professionista che attesta la ragionevolezza del piano ed il compenso del legale che stipula l'accordo con banche, finanziarie e fornitori, con un buon advisor però questi costi vengono bilanciati dai minori costi che si ottengono con la rinegoziazione del finanziamento esistente,  comunque rifiutare un buon salvagente ed aspettare il peggio, non é di solito la decisione imprenditoriale più avveduta.

Infine è opportuno segnalare che i piani di risanamento sono ampiamente utilizzati nell’ambito di operazioni di ristrutturazione del debito di istituti di bellezza di dimensioni grandi o medio grandi, mentre meno frequente è stato il loro impiego nell’ambito della ristrutturazione del debito di piccoli centri benessere.

 

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