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. ..la formazione dell'Estetista leader

<estetista leader>

Quelli che vivono il leader come un'autorità da abbattere probabilmente sono ancora presi nelle trame di un complesso personale! Ma allora cerchiamo di capire ancora meglio cosa si intenda per leader, se si parla di leader è fondamentale innanzitutto capire la persona, per certi aspetti tale persona nasce già con una dote naturale, poi attraverso la vita e l'esperienza impara il mestiere esattamente come un artigiano.

Su questo vorremmo soffermarci adeguatamente in quanto c'è molta confusione, non è uno che come predicano molti titolati del wellness, un Estetista con grandi capacità e formazione concreta alle spalle "Leader" non occupa e schiaccia il Team operativo del centro benessere, tutt'altro proprio in quanto dotata di consolidata e comprovata formazione, sa servire più degli altri e sa costruire l'armonia dei rapporti perché ci sia il massimo livello di qualità nei trattamenti e redditività nel centro benessere.

E' una Estetista leader proprio perché sa fare più degli altri, non perchè ha frequentato un "Master carta straccia" per SPA Manager, oppure perchè è dieci anni che lavora nei centri estetici facendo cerette e trattamenti ..ma non possiede una formazione concreta e specialistica alle spalle. Questo individuo NON è un leader ma un semplice "capo o boss" per centri benessere destinati all'insuccesso.

L'Estetista leader sa individuare "la proporzione esatta" dei rapporti, applicando la "formula" giusta, situazione per situazione, nel suo agire ha la possibilità pratica di un saper fare creativo, non si è leader in un centro benessere perché si riveste un ruolo più o meno fittizio, le capacità "leaderistiche" autentiche richiedono una forza unitaria in se stessi, tale per cui l'individuo  come dice il termine stesso "individuo" cioè non diviso non è mai scisso da se stesso e può impiegare tutta l'energia di cui dispone, senza contraddirsi in atteggiamenti estranei alla sua natura. Il leader in Estetica può essere immaginato e contestualizzato attraverso quattro dimensioni: sfera individuale, sfera familiare (quindi affettiva), sfera dei collaboratori, settore sociale.

La sfera individuale riguarda il proprio corpo, la propria mente, la propria persona, il proprio istinto, se stessi, il proprio mondo interno, insomma quello che ognuno di noi è. È primaria e in questa sfera non dovrebbe entrare nessuno, tranne la propria coscienza, siamo noi stessi dentro noi stessi, la sfera affettivo familiare è l'ambito in cui si hanno i primi rapporti con gli altri, la sfera dei collaboratori è collegata al bisogno di lavorare con gli altri. La sfera sociale riguarda l'immagine esterna. Le sfere sono da immaginare come cerchi concentrici, per cui bisogna capire cosa è successo dentro per conoscere la vera causa, altrimenti le analisi procedono a vuoto. Ora vorremmo ponere l'attenzione su un fatto, quando qualcosa non va, in prima linea nella percezione cosciente viene posta la sfera del settore sociale e a scalare, le altre ponendo alla fine o anche mai, la prima dimensione: se stessi.

Ma il fallimento economico denuncia una carenza nell'intimo del soggetto, la cui causa va ricercata fra i primi tre settori, qualsiasi errore in una delle prime tre sfere altera la capacità funzionale dell'Io, dunque la causa va sempre ricercata nel mondo personale del leader. Ci si può a questo punto senz'altro chiedere quale sia il comportamento funzionale in grado di agevolare tanto l'evoluzione dell'individuo quanto il miglioramento sociale, è qui che ben al di là delle apparenti astrazioni, si propone un'etica molto pratica. Purtroppo la maggioranza degli esseri umani preferisce vedersi come soggetto passivo dell'accadimento quotidiano, se le cose non vanno, la colpa è degli altri! La conseguenza di questo atteggiamento è l'alienazione costante del potere vincente, del poter affrontare e risolvere il problema, colpevolizzare l'esterno significa assentarsi dai presupposti risolutivi della situazione, che sono rintracciabili piuttosto a livello interiore.

Quando c'è un problema non bisogna rimandare o demandare ad altri, ma partire da dove il fatto si è originato, anche se i problemi sono tanti e diversi, bisogna muoversi dalla perentorietà della propria soggettività, è però indispensabile "decidersi protagonisti" all'interno del sistema, quando l'individuo delega, nega a se stesso il protagonismo come responsabilità, ed è da se stesso impossibilitato alla soluzione del "suo" problema.

Negli ultimi anni si avverte un grande bisogno di formazione per il leader, perché una volta il capo si formava per necessità, i nostri avi hanno lavorato e hanno creato qualcosa che ancora oggi è ritenuto valido: la manualità italiana è molto apprezzata in tutto il mondo e molto richiesta nell'impresa, però noi abbiamo assimilato negli anni, uno stereotipo negativo sulla figura del leader, lo stereotipo è in realtà un fatto comune, però avvelena la critica personale, nel senso che la devia su dei pregiudizi. Il leader invece corrisponde secondo l'analisi proposta, a un certo tipo di personalità, egli possiede la capacità di perfezionare la soluzione, là dove gli altri non ce la fanno ha una capacità in più, la capacità di risolvere le cose in modo ottimale.

Una volta delineatasi la capacità reale e individuato lo scopo, strumenti sostanziali della personalità leaderistica sono:
■ La formazione culturale ecco perché insistiamo sempre sulla formazione continua.
■ La trascendenza degli stereotipi, guardare al di là degli schemi imposti.
■ La conoscenza dell'inconscio (il luogo dell'anima).
■ Il Leader deve possedere una cultura generale, una cultura specifica, ma soprattutto una capacità di trascendenza dagli stereotipi e grande diplomazia.

La cultura generale è importante il potere della cultura reale serve a essere aggiornati a livello professionale, preparandosi in modo approfondito, senza fermarsi dove si fermano tutti, la cultura specifica nel mercato della bellezza è una cultura attiva e operativa: implica il saper fare il proprio lavoro al meglio, con una forte esperienza di tutto ciò che riguarda il proprio settore.
Trascendenza dagli stereotipi significa che non ci si può fermare dove tutti si fermano, trascendenza è andare oltre, trascendenza dagli stereotipi è capacità di proiezione nel futuro, ponendosi all'avanguardia, cercando di prevenire, il tutto con diplomazia imparando a relazionarsi agli altri, esercitando la logica, la calma e la pazienza.
Diplomazia è il "teatro che funziona" è un atteggiamento di comprensione dell'altro, affinché l'Io riesca a rapportarsi con vantaggio per se stesso. Se riesco a capire l'altro, riesco a capire che tipo di necessità vive e quindi ad adeguare la mia immagine come risposta al punto in cui lui vuole di più. Se sperimentiamo mezzi contrari al fine, allora si genera un contrasto.
La diplomazia è molto importante nel centro benessere, per cui è utile imparare a parlare, ad ascoltare, cercare di non lasciarsi irretire da ideologie troppo rigide, riuscendo a neutralizzarle all'occorrenza per essere pienamente responsabili di quanto accade nel rapporto con il cliente, cioè per assumersi la responsabilità dell'evoluzione del rapporto.

Il leader nel mercato del benessere deve in sostanza presentare queste caratteristiche
Potenziale in natura: in parte si nasce leader per natura, ma bisogna avere una grande attenzione, perché senza la formazione si rischia di agire peggio degli altri.

Evoluzione: tecnica relativa al potenziale di natura, per cui bisogna organizzarsi, avere gli strumenti in mano, non basta essere un genio, bisogna avere anche una forte competenza tecnica nel campo estetico, ci sono troppi contrasti nei centri benessere e ci sono operatori troppo impreparati, quindi essere "geniali" non basta di sicuro.

■ Ambizione: più si è ambiziosi, più si soffre perché nulla basta mai, però questa è anche la molla che spinge a operare sempre meglio all’interno del centro benessere.

■ Amore sfrenato per il proprio lavoro: se non si ha amore per l’estetica è meglio lasciar perdere prima di gestire un centro benessere ..questo punto è fondamentale.

■ Conoscenza superiore alla media del mercato della bellezza e del benessere: bisogna conoscerlo benissimo.

■ Trascendenza tesa all'utilitarismo funzionale: bisogna sempre andare oltre nella funzionalità, significa scegliere costantemente ciò che è più funzionale, più innovativo, più utile alla professione, questa è la chiave di selezione quando si hanno dei dubbi, bisogna scegliere la strada più funzionale, l'utilitarismo funzionale è un criterio soggettivo che manca quasi a molti operatori del benessere, ma il leader deve esserne dotato. L'Estetista che farà sue queste conoscenze sarà un Estetista leader.


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